Mélanie Matranga (1985, Marsiglia, Francia). Le sue installazioni immersive e le sue sculture tattili possono essere interpretate come “strutture emotive” che invitano il pubblico a un’esperienza di pieno coinvolgimento. Le sue opere scultoree traggono ispirazione dall’architettura, dal design e dalla cultura kink, e spesso incorporano la musica che l’artista è solita ascoltare nel proprio studio. Le sue installazioni generano atmosfere sospese, invitando l’osservatore a soffermarsi, a entrare in relazione fisica con l’opera e persino ad abitare lo spazio in modo informale. Attraverso citazioni tratte da Instagram, smoking lounges e t-shirt annodate secondo tecniche shibari legate al BDSM, Matranga richiama frequentemente diversi aspetti della cultura giovanile contemporanea e i suoi relativi codici visivi. I suoi video, costruiti come narrazioni liberamente sceneggiate e interpretati da amici artisti della scena parigina, sembrano offrire allo spettatore uno scorcio su un ambiente generalmente chiuso e sui suoi codici sociali impliciti, senza tuttavia comprometterne l’aura enigmatica.
Mélanie Matranga vive e lavora a Parigi.
Tra le recenti mostre personali: Nottingham Contemporary, Nottingham, Inghilterra; Furiosa, Monaco, Francia; Villa Vassilieff, Parigi, Francia; Centre d’édition Contemporaine, Ginevra, Svizzera; Karma International, Zurigo, Svizzera; Studio Indipendenza, Roma, Italia; Palazzo di Tokyo, Parigi, Francia. Le mostre collettive includono: Galleria Nazionale, Praga, Repubblica Ceca; Ispettore Culturale Le Delta Espace, Namur, Belgio; Museo d’arte moderna di Parigi, Francia; Le Plateau-Frac Île-de-France, Parigi, Francia; Fondation d’entreprise Pernod Ricard, Parigi, Francia; Archivi Nazionali, Parigi, Francia; CNEAI, Chatou, Francia; Museo Ludwig, Colonia, Germania; Dortmunder Kunstverein, Dortmund, Germania.
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Mélanie Matranga (1985, Marsiglia, Francia). Le sue installazioni immersive e le sue sculture tattili possono essere interpretate come “strutture emotive” che invitano il pubblico a un’esperienza di pieno coinvolgimento. Le sue opere scultoree traggono ispirazione dall’architettura, dal design e dalla cultura kink, e spesso incorporano la musica che l’artista è solita ascoltare nel proprio studio. Le sue installazioni generano atmosfere sospese, invitando l’osservatore a soffermarsi, a entrare in relazione fisica con l’opera e persino ad abitare lo spazio in modo informale. Attraverso citazioni tratte da Instagram, smoking lounges e t-shirt annodate secondo tecniche shibari legate al BDSM, Matranga richiama frequentemente diversi aspetti della cultura giovanile contemporanea e i suoi relativi codici visivi. I suoi video, costruiti come narrazioni liberamente sceneggiate e interpretati da amici artisti della scena parigina, sembrano offrire allo spettatore uno...
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